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Più pesce e meno carne nel carrello degli italiani

Roma, 27 novembre 2015

 

Qualche decimale in pi¨ di crescita su base annua, poco significativo nell'insieme, ma che cela al suo interno una profonda rivisitazione in chiave salutistica della sporta della spesa delle famiglie italiane.  ╚ quanto emerge in estrema sintesi dall'ultima rilevazione Ismea-Nielsen sugli acquisti alimentari domestici relativa ai primi nove mesi dell'anno, che conferma seppure in maniera pi¨ attenuata il dato positivo delle vendite alimentari al dettaglio diffuso i giorni scorsi dall'Istat.

Dopo la flessione del 2014 (-1%), le indicazioni fin qui disponibili sull'anno in corso segnalano una ripresa dello 0,3% della spesa nel comparto food and beverage, sintesi di tendenze molto differenziate tra i vari segmenti.

Elemento portante, spiega l'Ismea, sembra essere la maggiore consapevolezza dello stretto rapporto tra alimentazione e benessere che, sulla scia dei messaggi sempre pi¨ insistenti dei media, si riflette in un maggior acquisto di frutta e verdura, pesce, e yogurt e una flessione sempre pi¨ accentuata di carne, uova e latticini.

Da gennaio a settembre 2015, emerge dalle elaborazioni dell'Istituto, la contrazione della spesa per le carni e i lattiero caseari Ŕ stata rispettivamente del 5,6% e 3,2%.

Pi¨ nel dettaglio, la carne bovina arretra in valore di circa il 6%, replicando per il momento il pesante bilancio del 2014 (-5,8%) e quella suina accelera di molto il trend flessivo degli acquisti con un meno 7,7% (era di 2,5 punti percentuali la flessione registrata del 2014). Tengono invece i consumi per i salumi, all'interno dei quali la flessione di acquisti per salami e wurstel Ŕ compensata da un lieve aumento di quelli per il prosciutto crudo.

In aumento evidente la spesa per l'acquisto di prodotti ittici (+4,6%), frutta (+3,8%), ortaggi (+1,6%), anche per l'effetto dei rincari dei prezzi.

In flessione (-0,7%) la spesa per i derivati dei cereali, che risente del dato negativo nel segmento merendine e prodotti della prima colazione, mitigato dall'incremento degli acquisti di pasta e riso. Il pi¨ 16,5% messo a segno dagli olii e i grassi Ŕ invece direttamente legato al caro prezzi e alla scarsa presenza di promozioni a causa della produzione deficitaria della scorsa annata.

Buona, infine, la performance delle bevande alcoliche e analcoliche che registrano una progressione del 3,8%.

 

Ismea - UO comunicazione
Enrica Ruggeri, Vanna Sportelli, Andrea Festuccia,  contatta via mail


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