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Mercati agricoli: sui lattiero-caseari pesa il fattore Cina

Roma, 7 settembre 2015

 

Le attenzioni degli operatori sono principalmente rivolte agli esiti del Consiglio agricolo straordinario in programma nel pomeriggio di oggi a Bruxelles, incentrato sulla crisi del comparto zootecnico. La speranza è che il mercato possa trarne benefici, soprattutto per i lattero-caseari che continuano ad accusare i contraccolpi di una situazione internazionale sfavorevole su diversi fronti.
Nell'Overview sui mercati agroalimentari di questa settimana Ismea prevede ancora una fase di stagnazione degli scambi e dei prezzi per latte e derivati, con un'offerta che resta eccedentaria rispetto agli attuali livelli di consumo. Ad ingessare i listini, oltre alla debolezza del mercato interno, sono le crescenti pressioni dall'estero, con problemi di smaltimento sia in Europa (l'embargo e la crisi russa restano i principali freni) che nell'area del Sud-Est asiatico. Le importazioni della Cina di latte in polvere - segnala l'Ismea - hanno subito un tracollo nel primo semestre 2015, riducendosi del 28% per il prodotto scremato e del 56% per quello intero. Un problema soprattutto per i tradizionali esportatori dell'area (Australia e Nuova Zelanda) che stanno da tempo riversando le loro eccedenze in altri sbocchi commerciali, scontrandosi con l'offerta europea.
In Italia il mese di agosto si è chiuso con un'ulteriore flessione dei prezzi dei formaggi grana, che questa settimana dovrebbero mantenere però le posizioni, anche in previsione di una lenta ripresa degli ordini, dopo la pausa estiva delle contrattazioni, e di un graduale ridimensionamento dell'offerta. In otto mesi (da gennaio ad agosto 2015) la produzione di Grana padano si è ridotta del 3,6% su base annua; un calo importante anche se inferiore al target del meno 5% programmato. Il Parmigiano reggiano scende invece più lentamente, con il dato di produzione che fino al mese di luglio ha fatto segnare solo un meno 1%.
Riguardo ai prezzi del latte crudo alla stalla, Ismea rileva, nella media di luglio, un valore di 35,43 euro/100lt., ancora in flessione su base mensile nonostante la forte riduzione della produzione nazionale, accentuata dalla pesante ondata di caldo di quest'estate.
La situazione appare invece migliore per il bovino da carne, con prezzi in graduale ma progressiva ripresa sia per il bestiame vivo che per i tagli di maggior pregio (vitelli e vitelloni). Si prevede, nel corso della settimana, un proseguimento del trend positivo, in un comparto che sembra tra l'altro reagire positivamente, mostrando una ripresa dell'attività produttiva e una maggiore attenzione, da parte degli operatori nazionali, sui ristalli francesi. Sembra anche ridursi in questa fase la pressione delle carni di importazione, con la Polonia in particolare maggiormente orientata al promettente mercato turco.
Resta critica intanto la situazione per i suini. L'ampia disponibilità di tagli congelati in Europa e l'assenza dello sbocco russo potranno ancora influenzare i mercati, ritardando la ripresa. Il rimbalzo dei prezzi c'è stato invece per gli avicoli che anche questa settimana potranno beneficiare di aumenti, secondo le valutazioni dell'Ismea, in un mercato caratterizzato da un'offerta ridotta e di una ripresa degli ordinativi da parte della grande distribuzione organizzata. Aumenti sono attesi per pollame, carni di tacchino e faraone. Rincari, peraltro in linea con gli andamenti stagionali, sono previsti inoltre per le uova, in un mercato più sostenuto anche per i conigli, data la scarsa pressione dell'offerta nazionale.
In relazione ai cereali, l'evoluzione dei raccolti e la conferma di buone rese hanno depresso i listini dei frumenti sia in Italia che all'estero. La flessione delle quotazioni è stata anche determinata dai primi arrivi di grani nordamericani a prezzi convenienti, con i produttori europei che stanno inoltre accusando, soprattutto in Egitto, la concorrenza dei frumenti russi e ucraini, favoriti dal deprezzamento delle rispettive valute.
L'attuale fase di debolezza potrebbe protrarsi anche questa settimana, coinvolgendo semi di soia e granoturco.
La situazione tende invece a migliorare, salvo qualche eccezione, per il comparto ortofrutticolo, con prezzi in ascesa, anche nella prospettiva di breve termine, per mele e pere e sviluppi più favorevoli per pesche e nettarine da qui a fine settembre. 
Più frenato il mercato dell'uva da tavola, con il prodotto nazionale che sta adesso scontando un rallentamento dei consumi e qualche problema di tenuta qualitativa.
Per gli ortaggi l'andamento dei prezzi resta orientato al rialzo, con il graduale ridimensionamento delle affluenze sui mercati all'ingrosso. Restano su livelli eccezionalmente elevati i listini di lattughe, indivie e radicchi, a causa dei vuoti d'offerta determinati dal caldo torrido e da problemi fitosanitari (virosi). La situazione di tensione - prevede l'Ismea - si protrarrà per tutto il mese di settembre.
Da rilevare prezzi più alti, rispetto ai valori di crisi dell'anno scorso, per le patate, con gli scavi, quasi del tutto completati, che hanno confermato una riduzione delle rese, attesa anche nel resto d'Europa.
Riguardo ai vini, il mercato si conferma piuttosto fiacco. Le attenzioni degli operatori sono ormai tutte rivolte alla nuova vendemmia, che si preannuncia in crescita nei volumi e di ottima qualità. In tale contesto le prime contrattazioni di uve siciliane sono avvenute delle base di prezzi in flessione.
Ancora aumenti invece per gli oli di oliva vergini e lampanti, con scorte spagnole più che dimezzate in un anno (331 mila tonnellate a fine luglio); sostanzialmente invariato il listino degli extravergini.
Per la nuova campagna, sia in Italia che in Spagna è atteso un forte aumento della produzione, dopo il crollo dell'anno scorso, anche se il caldo eccezionale di quest'estate potrà influenzare il risultato finale.
Si dovrà infine attendere ancora qualche settimana per una ripresa più convincente degli scambi sui mercati floricoli, con le contrattazioni in questa fase circoscritte a poche specie (rose bianche, girasoli e anthurium) e alle fronde ornamentali, favorite anche da una buona richiesta dall'estero.

 

Ismea - UO comunicazione
Enrica Ruggeri, Vanna Sportelli, Andrea Festuccia,  contatta via mail


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