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Rapporto annuale 2012

 

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In un ambito europeo in cui il Pil cresciuto in media dell'1,5% nel 2011, l'Italia ha mostrato un'economia stagnante (+0,4% a valori concatenati), con i consumi finali nazionali rimasti fermi e con l'unico input alla crescita che venuto dalle esportazioni di beni e servizi (+5,6%). Altrettanto debole apparsa l'Italia dal lato del valore aggiunto prodotto nel 2011 nel sistema economico con particolare riferimento all'agricoltura (+0,3% a valori costanti, contro il +3,4% della media dell'UE 27), mentre aumentato dell'1,3% il valore aggiunto dell'industria alimentare, ma la crescita ha registrato una contrazione rispetto al 2010 (+5,4%).
Nel 2011, migliora la ragione di scambio in agricoltura (+9,3% sul 2010), per un aumento dei prezzi all'origine dei prodotti agricoli (+14,2%) sensibilmente pi elevato rispetto a quello fatto registrare dai prezzi dei mezzi correnti di produzione (+4,5%). L'incremento dei prezzi si esteso lungo tutta la filiera agroalimentare, in parte sostenuto anche dal rincaro del gasolio per autotrazione che, in media, stato nel 2011 del 24,9% (al netto delle tasse locali), in linea in questo caso con la media europea (+25%). Secondo i dati Istat, l'indice dei prezzi alla produzione dell'industria alimentare, delle bevande e del tabacco, nella media del 2011, haevidenziato un aumento del 5,9%; l'indice dei prezzi al consumo per prodotti alimentari e bevande analcoliche cresciuto del 2,4%. Il 2011 ha chiuso con un tasso di inflazione medio annuo del 2,8%.