Clima di fiducia dell'industria alimentare italiana

I trimestre 2012

Focus sulla congiuntura

Migliora la fiducia degli operatori dell'industria alimentare italiana nel primo trimestre del 2012. L'indice, con un valore negativo pari a -5,9 (il campo di variazione dell'indice è compreso tra -100 e +100), spunta un punto e mezzo sul valore del trimestre precedente, pur risultando più basso di otto punti rispetto al dato del primo trimestre del 2011. Questo il risultato che emerge dall'indagine congiunturale trimestrale condotta da Ismea nel mese di marzo presso il panel dell'industria alimentare.
 
Sebbene in questi primi tre mesi dell'anno gli operatori abbiano accusato un ridimensionamento degli ordini e un accumulo del livello delle scorte - causati ancora essenzialmente dalla flessione delle commesse nazionali -, il miglioramento congiunturale della fiducia è stato determinato dalla decisa ripresa delle attese di produzione, sospinte dalla tenuta della domanda estera (+9,8% la variazione su base annua delle esportazioni di prodotti alimentari nei primi due mesi del 2012 secondo stime Istat) e quindi dai buoni livelli produttivi del settore specie nel primo mese dell'anno. In particolare, i dati ufficiali ad oggi disponibili attestano un inizio 2012 difficile per il settore manifatturiero nazionale, nell'ambito del quale si staglia il miglior andamento del comparto alimentare: in media, nel bimestre gennaio-febbraio 2012, la produzione manifatturiera nazionale è risultata in calo di 2,2 punti percentuali sul livello medio produttivo del quarto trimestre del 2011, mentre allo stesso tempo la produzione del settore alimentare ha registrato un +0,7%. Malgrado quindi anche il comparto alimentare abbia risentito delle criticità del mese di febbraio e del calo della domanda interna, il buon andamento della domanda estera potrebbe assicurare al settore una tenuta complessivamente accettabile nella dinamica dell'intero trimestre gennaio-marzo.

Con segnato riferimento ai settori dell'industria alimentare, in base al valore assunto dall'indice nel primo trimestre dell'anno, il clima di fiducia ha registrato una congiuntura favorevole (indice positivo e variazione congiunturale positiva) presso l'industria della pasta, mangimistica, di prima lavorazione delle carni rosse e dolciaria. Di converso, la congiuntura del trimestre si è rivelata difficile nel settore della trasformazione ortofrutticola, nell'industria del pane, dei prodotti da forno, del riso, molitoria e in quella delle acque naturali e delle bevande analcoliche.

In ambito territoriale, la fiducia è risultata in peggioramento solo nelle regioni del Nord Est, rivelandosi in miglioramento nel resto del territorio nazionale.

Infine, i dati rilevati nell'ambito dell'approfondimento trimestrale sull'andamento dell'offerta dell'industria alimentare nel 2012 hanno messo in evidenza un atteggiamento prudente delle imprese, orientate a mantenere i propri livelli produttivi cercando di conseguire allo stesso tempo delle economie aziendali in termini di costi del personale: il 15,8% delle imprese ha infatti dichiarato che nel corso del 2012 intende ridimensionare il personale aziendale, dato questo che, scorrendo a ritroso la serie disponibile, è stato
riscontrato così elevato solo nel difficile 2009. L'offerta, inoltre, non dovrebbe presentare sostanziali cambiamenti in termini di innovazioni di prodotto, eccetto che nel segmento delle acque naturali e delle bevande analcoliche e in quello lattiero-caseario, dove l'ammodernamento delle linee produttive e la continua ricerca di prodotti innovativi si impongono come fattori fondamentali di mantenimento e potenziamento delle proprie quote di mercato. Più diffusa invece è risultata la propensione all'investimento
per innovazioni di processo, tipologia di investimento al quale spesso le imprese ricorrono per conseguire dei risparmi sul fronte dei costi produttivi. A livello settoriale è emerso che le imprese maggiormente orientate ad innovare i propri processi produttivi sono quelle della trasformazione ortofrutticola e dell'industria della pasta; mentre nel settore della prima lavorazione delle carni rosse, in quello dell'olio d'oliva e in quello dell'industria del pane, non solo le innovazioni di processo ma anche quelle di prodotto non risultano calendarizzate dagli operatori, se non in pochi casi.

 

L'indagine completa, comprensiva di grafici e tabelle è disponibile in PDF