Indagini di clima - La congiuntura Agricola

IV trimestre 2011

 

La congiuntura agricola nazionale nell'ultimo trimestre del 2011 ha registrato un peggioramento. Questo il risultato che emerge dall'indagine qualitativa condotta presso il Panel Ismea delle aziende agricole nel mese di dicembre 2011.

I dati di contabilità nazionale, disponibili al terzo trimestre del 2011, relativi all'andamento del valore aggiunto della branca agricoltura, silvicoltura e pesca espresso in termini reali, evidenziano come dopo un avvio d'anno positivo (+1,8% su base trimestrale) sia nel secondo sia nel terzo trimestre del 2011 si sia registrato un andamento congiunturale negativo (-2,5% e -0,9% le contrazioni congiunturali trimestrali). Solo dopo la divulgazione dei dati ufficiali dell'ultimo trimestre sarà possibile comunque una valutazione esaustiva, deponente per un andamento complessivamente positivo o negativo.

In base ai pareri espressi dagli operatori del Panel Ismea in riferimento al quarto trimestre del 2011, la produzione  agricola e zootecnica nel periodo ottobre-dicembre ha registrato una flessione  rispetto al livello dell'ultimo trimestre del 2010, flessione che è stata riscontrata anche nell'ottica dell'intera annata agraria per la produzione cumulata complessiva. In tale contesto l'unica eccezione è rappresentata dal segmento zootecnico del latte, la cui produzione, di converso, è stata data dagli allevatori in aumento. I costi di produzione, d'altronde, percepiti in ulteriore crescita congiunturale in ragione soprattutto degli aumenti che hanno interessato le spese energetiche (carburanti ed energia elettrica), non in tutti i settori sono stati compensanti dall'incremento dei prezzi rilevato contestualmente nel trimestre, che ha interessato la quasi totalità  dei prodotti agricoli salvo cereali, ortofrutticoli (pomodoro da industria escluso) e olio d'oliva.  Invero, l'aumento dei prezzi agricoli registrato negli ultimi tre mesi dell'anno da solo non è riuscito ad influire positivamente sulla situazione economica e sul clima generale delle imprese agricole, e questo non solo per i rincari delle spese energetiche ma anche per l'incremento dell'aliquota IVA introdotto a partire da settembre che ha determinato l'erosione del potere d'acquisto dei consumatori e quindi anche per l'indebolimento generale della domanda nazionale e del commercio mondiale.

In particolare, sono peggiorati nell'ultimo trimestre del 2011 i giudizi degli agricoltori del Panel sull'andamento dell'economia nazionale, dell'agricoltura, del loro settore e quindi della loro azienda, ma soprattutto la loro diffidenza è apparsa più evidente per il futuro, circa l'evoluzione dell'economia nazionale nei primi tre mesi  del 2012 e circa l'evoluzione economica della loro azienda nei prossimi due-tre anni. A livello settoriale, le imprese zootecniche e quelle vitivinicole sono apparse relativamente meno scettiche, mentre sono apparse in genere più sfiduciate le imprese del settore delle erbacee, delle colture permanenti e anche dell'olivicoltura.

Infine, dall'approfondimento trimestrale si evince un andamento non proprio brillante del settore agrumicolo, a causa del calo delle quantità prodotte e vendute, nonché di un andamento negativo dei prezzi di vendita, specie negli ultimi due mesi del 2011. Sul fonte della zootecnia da carne, invece, benché la flessione della produzione, gli ulteriori incrementi dei costi di produzione, l'indebolimento della domanda interna siano tutti fattori che non depongano per uno scenario positivo, il settore ha denotato una buona tenuta dei prezzi di vendita  e di mercato specie nell'ultimo squarcio d'anno, quando di converso l'economia nazionale e diversi  altri settori agricoli attraversavano un periodo alquanto difficile.


 

L'indagine completa, comprensiva di grafici e tabelle è disponibile in PDF