Indagini di clima - La congiuntura Agricola

III trimestre 2011

 

In lieve peggioramento la congiuntura agricola nazionale nel terzo trimestre dell'anno, quantunque a livello settoriale qualche segnale di ripresa sia stato riscontrato tra le imprese del vino e della zootecnia da carne. Questi i risultati dell'indagine qualitativa condotta presso il Panel Ismea delle aziende agricole nel mese di settembre 2011.

I dati di contabilità nazionale relativi all'andamento del valore aggiunto della branca agricoltura, silvicoltura e pesca espresso in termini reali, dopo la chiusura positiva del 2010 (+1% sul valore del 2009) ed un inizio di 2011 anch'esso positivo (1) , nel secondo trimestre dell'anno hanno pressappoco confermato i livelli del trimestre corrispondente dell'anno precedente, frenando così la tendenza crescente osservata nei due trimestri precedenti.

In particolare, secondo la maggioranza degli operatori del Panel Ismea in questo terzo trimestre del 2011 l'evoluzione delle colture in campo e l'andamento delle produzioni zootecniche si è rivelato in linea con le attese per il periodo. Va comunque tenuto presente che nella quota delle imprese che ha dissentito da questo parere sono prevalsi i pareri negativi su quelli positivi. Circa la produzione cumulata dei primi nove mesi dell'anno al netto della quota di operatori le cui coltivazioni "non sono in campo" o "sono in riposo vegetativo" i pareri espressi dagli operatori hanno attestato una leggera flessione rispetto ai volumi corrispondenti dello scorso anno (indice sintetico: -0,16); solo per le imprese di allevamento di animali da latte la produzione si è confermata pressappoco sui livelli dello scorso anno. In merito, poi, alla produzione dell'intera annata agraria, le previsioni delle imprese del Panel si sono rivelate prevalentemente negative: invero, nel confronto con l'annata precedente sono date in flessione le produzioni del settore dei seminativi e quelle delle colture permanenti; nel settore zootecnico invece sono date in flessione le consegne complessive per la macellazione mentre la produzione di latte è data in lieve aumento.
 
Ancora in aumento i costi aziendali per l'acquisto di mezzi correnti di produzione, soprattutto per carburanti, concimi, mangimi e fitosanitari, tendenza peraltro confermata dalle previsioni delle imprese per l'ultimo trimestre del 2011.
 
L'andamento del mercato, d'altronde, si è rivelato complessivamente poco vivace, con qualche puntuale eccezione che ha interessato il pomodoro da industria, l'olio confezionato grazie alla buona tenuta della domanda estera e delle quantità complessivamente commercializzate, il vino confezionato per il buon andamento della domanda estera e dei prezzi, le produzioni della zootecnia da carne che, su base trimestrale, a fronte della flessione delle quantità commercializzate hanno spuntato un innalzamento dei prezzi e il latte di vacca.

L'occupazione, anche in questo trimestre, si è confermata pressoché stabile, salvo qualche incremento che ha interessato la componente degli stagionali nel settore vitivinicolo, in ragione delle operazioni colturali richieste da questa produzione in questo trimestre dell'anno. Per l'ultimo trimestre dell'anno, non sono previste variazioni di rilievo, né per gli addetti fissi né per gli avventizi. 
 
L'andamento degli affari correnti poi non è stata considerato appieno soddisfacente dalle aziende del Panel. A livello settoriale, tuttavia, sono state ravvisate alcune differenze: nel settore delle legnose e della zootecnia da latte l'andamento degli affari è stato considerato pressappoco normale; negativo, invece, e in lieve peggioramento congiunturale nel settore dei seminativi e olivicolo; negativo ma in miglioramento per gli operatori della zootecnia da carne; infine, positivo per quelli del vino. Se è vero che nel trimestre osservato i costi di produzione hanno registrato una battuta d'arresto in termini congiunturali, questo andamento purtroppo non ha potuto tradursi in un miglioramento della ragione di scambio (2) dei tutte le imprese agricole, in ragione del fatto che allo stesso tempo quasi tutti i prezzi all'origine dei prodotti agricoli hanno subìto una flessione più marcata. Più da vicino, le dinamiche di costi e prezzi si sono rivelate complessivamente negative per le produzioni vegetali per le quali su base trimestrale è anche peggiorata la ragione di scambio, mentre si sono rivelate favorevoli sempre in termini di ragione si scambio per le imprese zootecniche.

Infine, dall'approfondimento trimestrale dedicato all'andamento produttivo di agrumi, olive da vino e vite da vino emerge che le particolari condizioni meteorologiche e climatiche dei mesi di giugno, luglio e settembre hanno inciso in modo determinante sull'evoluzione colturale dell'intero trimestre, con dei risvolti complessivamente positivi per gli agrumi e negativi per l'olivo e la vite. Il focus dedicato invece all'andamento commerciale di mais, semi oleosi e riso ha messo in evidenza uno scenario complessivamente non molto vivace in termini di volumi commercializzati, nell'ambito del quale la ragione di scambio degli operatori è risultata penalizzata dal lieve ma incessante incremento di talune voci di costo e dalla contestuale battuta d'arresto registrata dai prezzi all'origine delle loro produzioni.


 (1) Valore aggiunto della branca agricoltura, silvicoltura e pesca espresso in valori concatenati con anno di riferi-mento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato.
Variazioni: +0,5% II trimestre 2011/II trimestre 2010 e -2,4% II trimestre 2011/I trimestre 2011; +1,6% I trimestre 2011/I trimestre 2010 e +2,5% I trimestre 2011/IV trimestre 2010.
 
(2) Viene determinata in base al valore assunto dal rap-porto tra l'Indice Ismea dei prezzi all'origine e l'indice Ismea dei prezzi dei mezzi correnti di produzione.


 

L'indagine completa, comprensiva di grafici e tabelle è disponibile in PDF