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Analisi della struttura e del mercato dei vini Doc , Docg e Igt

 

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Il comparto dei vini Doc, Docg e Igt continua ad evidenziare una tendenza espansiva, anche attraverso il numero di denominazioni, che, a fine 2010, hanno oltrepassato il ragguardevole numero di 500, con quasi 20 nuovi riconoscimenti rispetto allinizio dell‟anno. Le aziende interessate sono risultate circa 166 mila per quanto riguarda le Doc-Docg e più di 163 mila per le Igt, con una produzione di quasi 30 milioni di et-tolitri nel complesso.

I risultati presentati nel presente rapporto provengono dallOsservatorio Ismea-Mipaaf sui prodotti a denominazione dorigine che rappresenta, per quanto concerne i vini, l‟unico momento di composizione a livello nazionale di questo fondamentale e variegato mondo. I dati raccolti riguardano l‟anno 2009 nel corso del quale si era rilevata una crescita del numero di riconoscimenti più contenuta (sei nuove denominazioni) accompagnata da un incremento delle aziende e delle superfici destinate a vini Doc e Docg, rispet-tivamente del 5 e dell‟1 per cento. Qualora servisse, un ulteriore segnale della intensa polverizzazione strutturale delle imprese agricole coinvolte anche in questo segmento.

Sempre nel 2009, anche la produzione di vini Doc e Docg ha registrato una crescita che è risultata supe-riore all‟8%, per un ammontare che ha oltrepassato i 14 milioni di ettolitri, pari a circa 1/3 della produ-zione complessiva di vino. A contribuire all‟incremento significativo della produzione di vino a denomina-zione di origine non sono stati solo i risultati di campagna ma anche le modifiche avvenute sulla carta: è il caso del Prosecco, passato nel frattempo da Igt a Doc. Ma aumenti importanti si registrano anche per la Doc Trentino e Valpolicella e in misura minore per Chianti e Asti. In flessione invece la produzione di Mon-tepulciano d‟Abruzzo.

In riferimento ai vini Igt, ad un aumento del numero di aziende denuncianti (+3% circa) è corrisposto un calo quasi della stessa entità delle superfici, con una diminuzione quindi delle dimensioni medie aziendali ed un segnale, anche in questo caso, del frazionamento della struttura. In questo senso appare significa-tivo il dato che emerge dalle denunce presentate dalle aziende agricole e dalle relative superfici destinate a Doc-Docg, pari a 1,3 ettari in media per azienda e a 0,9 ettari come media per i vigneti destinati a pro-duzioni Igt.

Al di là delle oltre 500 denominazioni riconosciute in Italia, sia nel caso delle Doc-Docg che delle Igt è for-te la concentrazione della produzione su poche di esse. Le prime dieci Doc-Docg rappresentano circa il 42% del totale di questo segmento, mentre tale percentuale sale addirittura ad oltre il 74% nel caso delle Igt.

Il 2009 ed il 2010 sono stati anni difficili anche per il mercato delle Igt: il 2009, in particolare, ha visto riduzioni a due cifre, peraltro più accentuate nel segmento dei bianchi che dei rossi, seguendo in questo più l‟andamento dei vini comuni che delle denominazioni di origine.
A fronte di un generalizzato calo dei consumi che ormai caratterizza il mercato italiano del vino, limitatamente agli acquisti domestici, nel 2010 i vini Doc, Docg e Igt hanno mostrato una buona tenuta (-0,2% i vini Doc-Docg) a fronte di flessioni, sia pur non consistenti, per i vini fermi nel complesso, compresi quindi i vini comuni, e per gli spumanti.