Roma, 4 febbraio 2010
Il bilancio dell'annata agraria 2009 - secondo le stime ISMEA - si chiude con il valore aggiunto agricolo in flessione (- 5%), frutto di una contrazione della produzione agricola (-3,2%) e di una riduzione dei prezzi all'origine (-12,4%), a fronte di una riduzione meno marcata dei costi dei mezzi produttivi (-2%).
Sono queste alcune delle dinamiche più rilevanti riportate nel nuovo numero di "Tendenze", il trimestrale Ismea di analisi e previsioni dell'agroalimentare, di cui l'Istituto fornisce oltre al rapporto di sintesi anche le singole analisi dedicate ai diversi comparti di produzione.
In particolare, spiega ISMEA, il 2009 è risultato negativo per il settore del frumento, in forte contrazione sia sul fronte dei prezzi (-43% per il duro, -35% per il tenero), dopo i rialzi record del 2007-08, sia su quello delle produzioni (-29% per il duro, -24% per il tenero), per effetto dei minori investimenti. Analogamente, la contrazione dei prezzi medi nel settore lattiero caseario (-12%) si è riflessa in un calo delle consegne di latte e, conseguentemente, in una riduzione di offerta di formaggi (-19%) e burro (-16%).
Tra le produzioni mediterranee, solo gli ortaggi evidenziano una crescita complessiva delle produzioni (+6%) ed un contestuale aumento dei prezzi medi (+11%). Consistenti flessioni dei listini, invece, si registrano per il vino (-22%), la frutta (-13%) e l'olio (-15%), che segna anche un calo accentuato in termini di produzione (-23%).
Sul fronte della produzione dell'industria alimentare, infine, l'indice medio Istat riferito ai primi 11 mesi del 2009 mostra un lieve calo (-2%), confermando anche nel 2009 la maggior tenuta dell'agroalimentare rispetto al resto del settore manifatturiero (- 19% la variazione dell'indice della produzione dal manifatturiero).
In coerenza con tale scenario, il clima di fiducia delle imprese dell'industria alimentare rilevato dall'Ismea ha mostrato un progressivo miglioramento nel corso del 2009.