Panel Industria

Le imprese della macellazione nei confronti di certificazioni, marchi collettivi e denominazioni protette

Luglio 2006

Introduzione

Attraverso le 120 aziende del Panel Agroalimentare Ismea afferenti al settore della macellazione è stata condotta un'indagine sull'atteggiamento delle imprese di questo segmento dell'industria agroalimentare italiana nei confronti delle certificazioni, dei marchi collettivi, delle denominazioni protette e del biologico (per maggiori approfondimenti sul Panel Ismea si rimanda alla Nota metodologica)

Risultati dell'indagine

I principali risultati dell'indagine campionaria, il cui field di lavoro è conciso con il secondo semestre del 2005, possono essere sinteticamente individuati nei punti che seguono:

 

Rispetto alle certificazioni, le aziende mostrano un atteggiamento piuttosto favorevole, sebbene ad esprimersi in tal senso sono soprattutto le imprese di dimensioni maggiori (≥ 30 addetti). La certificazione più diffusa è il sistema di gestione della qualit (ISO 9001-2000), soprattutto nelle aziende del comparto suinicolo; segue per importanza il sistema di gestione ambientale ISO 14001, ugualmente presente nelle aziende di macellazione bovina e suina. Nel complesso il 36% delle aziende di macellazione ha dichiarato di aderire ad almeno un sistema di certificazione; interrogate sul loro livello di soddisfazione hanno, inoltre, dichiarato di aver riscontrato qualche vantaggio rispetto al 73% dei casi di certificazione.

I marchi collettivi, non appaiono particolarmente diffusi nella realtà produttiva del comparto, poiché solo il 12% delle aziende del Panel ne ha confermato l'adesione. Le aziende aderenti ai marchi collettivi hanno segnalato il riscontro di vantaggi concreti sotto il profilo commerciale, sebbene l'incidenza dell'adesione risulti direttamente proporzionale alla dimensione aziendale. Per il futuro non si è rilevata l'intenzione delle aziende non aderenti di optare per questi marchi.

Le denominazioni protette sono diffuse soprattutto nel comparto della lavorazione della carne suina, che si fregia di 26 riconoscimenti (18 DOP e 8 IGP), molto meno nel comparto della lavorazione della carne bovina (1 sola IGP per la Bresaola della Valtellina) e avicola (1 sola IGP per il Salame d'oca di Mortara, di recente approvazione). Ha dichiarato di possedere almeno 1 riconoscimento (DOP o IGP) il 17% delle aziende del Panel appartenenti al comparto della macellazione.

Per il biologico, che presenta un'incidenza maggiore nelle regioni meridionali e nel comparto bovino, non si evidenzia per il futuro una tendenza evolutiva. Le aziende del campione con certificazione di produzione biologica sono appena il 5%.

 

L'indagine completa, comprensiva di grafici e tabelle è disponibile in PDF