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Politiche di cooperazione - Strumenti

  1. TACIS
  2. PHARE
  3. MEDA
  4. CARDS
  5. TRANSITION FACILITY

TACIS

Il programma comunitario TACIS promuove la democratizzazione, il consolidamento dello Stato di diritto e la transizione verso l'economia di mercato dei nuovi Stati indipendenti (NEI), sorti dal collasso dell'Unione sovietica. Si tratta dei seguenti paesi: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Mongolia, Uzbekistan, Russia, Tagikistan, Turkmenistan e Ucraina.

Obiettivi:
Il programma mira ad ottenere il massimo impatto concentrandosi su un numero limitato di iniziative significative, senza precludere progetti di minore ampiezza. A tale scopo sono elaborati, in collaborazione con i partner, programmi indicativi e programmi d'azione che riguardano non più di tre dei settori trasversali di cooperazione.

Il programma TACIS, in quanto programma di assistenza tecnica, sostiene essenzialmente le seguenti azioni:

  1. trasferimento di conoscenze, competenze e know-how, ad es. attraverso l'organizzazione di formazione; 
  2. cooperazione industriale e partenariati tra organismi pubblici e privati, con un eventuale distacco di specialisti europei; 
  3. assistenza tecnica per accompagnare gli investimenti e il finanziamento di investimenti, in particolare nei settori della cooperazione transfrontaliera, della promozione delle PMI, delle infrastrutture ambientali e delle reti;
  4. acquisto delle forniture necessarie per l'attuazione dell'assistenza.
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PHARE

 

Il programma PHARE è, in quanto strumento preadesione, il principale strumento della cooperazione finanziaria e tecnica dell'Unione Europea con i PECO.
Le attività di Phare si concentrano su due obiettivi prioritari:
 

  1. aiutare le amministrazioni dei paesi candidati ad acquisire le capacità necessarie per attuare l'acquis comunitario. PHARE aiuta inoltre le amministrazioni nazionali e regionali e gli organi di regolamentazione e di controllo dei paesi candidati a familiarizzare con gli obiettivi e le procedure comunitari;
  2. allineare la loro industria e la loro infrastruttura di base alle norme comunitarie mobilitando gli investimenti necessari. Questo sforzo si concentrerà soprattutto su settori quali l'ambiente, i trasporti, l'industria, la qualità dei prodotti, le condizioni di lavoro, ecc., settori nei quali le norme comunitarie sono sempre più rigorose.

A decorrere dal 2000, PHARE si è dotato di metodi di gestione rinnovati, che comporteranno in particolare:
 

  1. la concentrazione dei progetti sulle priorità di attuazione dell'acquis programmate dai partenariati d'adesione;
  2. una migliore esecuzione del bilancio;
  3. un radicale aumento della dimensione dei progetti;
  4. la prosecuzione del decentramento della gestione verso i paesi beneficiari.
 

Durante le prime fasi della transizione, l'assistenza consisteva prevalentemente nell'apporto di "know-how" o di assistenza tecnica e, in caso di necessità, nella prestazione di aiuto umanitario. Grazie ai progressi realizzati, la richiesta d'assistenza tecnica è relativamente diminuita mentre è considerevolmente aumentata la necessità di aiuti agli investimenti, in particolare in settori come le infrastrutture o la tutela dell'ambiente.

In seguito alla pubblicazione dell'Agenda 2000 e alla conseguente intensificazione del processo di allargamento, Phare è stato riorientato verso la preparazione all'adesione dei paesi candidati ed è stato integrato con altri due strumenti: lo strumento strutturale preadesione ( ISPA ) e lo strumento agricolo preadesione ( SAPARD ). Tali strumenti, istituiti per il periodo 2000 - 2006, vengono sostituiti dallo strumento di assistenza preadesione (IPA) per il periodo 2007 - 2013.

I paesi candidati che hanno beneficiato del programma sono: la Bulgaria, l'Estonia, l'Ungheria, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la Repubblica ceca, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia e la Croazia. La Turchia beneficia di aiuti di preadesione specifici ai sensi del regolamento (CE) n. 2500/2001, che verrà anch'esso sostituito dall'IPA.
 
 

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MEDA

 

Il regolamento MEDA costituisce il principale strumento della cooperazione economica e finanziaria del partenariato euromediterraneo. Esso consente all'Unione europea (UE) di fornire un aiuto finanziario e tecnico ai paesi a sud del Mediterraneo, ossia: Algeria, Cipro, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Malta, Marocco, Siria, Territori palestinesi, Tunisia e Turchia. Il programma MEDA si sostituisce ai diversi protocolli finanziari bilaterali esistenti con i paesi del bacino mediterraneo. Esso si ispira ai programmi PHARE e TACIS, in particolare per quanto attiene alla trasparenza e all'informazione. Per assicurare il finanziamento di questo programma è stata istituita una linea di bilancio.
 
Gli interventi del programma MEDA mirano a realizzare gli obiettivi dei tre settori del partenariato euromediterraneo:

  1. il rafforzamento della stabilità politica e della democrazia;
  2. l'attuazione di una zona euromediterranea di libero scambio e lo sviluppo della cooperazione economica e sociale;
  3. l'attenzione alla dimensione umana e culturale.

Azioni sostenute
Il programma MEDA intende sostenere la transizione economica dei paesi terzi mediterranei e l'istituzione di una zona euromediterranea di libero scambio appoggiando le riforme economiche e sociali per l'ammodernamento delle imprese e lo sviluppo del settore privato ponendo l'accento in particolare su:

  1. il sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) e la creazione di posti di lavoro;
  2. l'apertura dei mercati;
  3. la promozione degli investimenti privati, della cooperazione industriale e degli scambi commerciali tra i diversi partner;
  4. la modernizzazione delle infrastrutture economiche e dei sistemi finanziari e fiscali;
  5. ristabilimento dei grandi equilibri finanziari e creazione di un contesto economico favorevole all'accelerazione della crescita (sostegno all'aggiustamento strutturale).

Il programma MEDA appoggia altresì il raggiungimento di uno sviluppo socioeconomico sostenibile in particolare attraverso:

  1. la partecipazione della società civile e delle popolazioni alla progettazione e all'attuazione dello sviluppo;
  2. il miglioramento dei servizi sociali (istruzione, sanità, habitat sociale, approvvigionamento idrico, e così via);
  3. lo sviluppo rurale armonioso e integrato del mondo rurale che comprende lo sviluppo agricolo;
  4. il rafforzamento della democrazia, dei diritti dell'uomo e dello Stato di diritto;
  5. la tutela e il miglioramento dell'ambiente;
  6. la modernizzazione delle infrastrutture economiche, in particolare nei settori del trasporto, dell'energia e della società dell'informazione;
  7. la promozione degli scambi di giovani e della cooperazione culturale;
  8. lo sviluppo delle risorse umane (formazione professionale, miglioramento della ricerca scientifica e tecnologica).

Inoltre, il programma MEDA appoggia la cooperazione regionale, subregionale e transfrontaliera attraverso:

  1. l'istituzione e lo sviluppo di strutture di cooperazione regionale tra i paesi terzi mediterranei e tra questi, l'UE e i suoi Stati membri;
  2. l'istituzione dell'infrastruttura necessaria agli scambi regionali nel settore dei trasporti, delle comunicazioni e dell'energia;
  3. gli scambi tra le società civili della Comunità e dei paesi terzi mediterranei nel quadro della cooperazione decentrata, attraverso la creazione di reti tra i soggetti della società civile (università, enti locali, associazioni, sindacati, mass media, imprese, organizzazioni non governative, ecc.).
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CARDS

 

Finora l'assistenza comunitaria a favore dei paesi dell'Europa sudorientale era attuata soprattutto nel quadro del regolamento (CE) n. 1628/96 che istituisce il programma OBNOVA e del regolamento (CE) n. 3906/89 che istituisce il programma PHARE . Il presente regolamento abroga il regolamento OBNOVA e modifica quello PHARE, definendo un quadro unico per l'assistenza ai paesi dell'Europa sudorientale: il programma CARDS (Assistenza comunitaria per la ricostruzione, lo sviluppo e la stabilizzazione).

Possono beneficiare dell'assistenza comunitaria: l'Albania, la Bosnia-Erzegovina, la Croazia, la Repubblica federale di Iugoslavia e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, nonché le entità poste sotto l'amministrazione e la giurisdizione delle Nazioni Unite, le entità federate, regionali e locali, gli organismi pubblici e parastatali, le parti sociali, le organizzazioni di sostegno alle imprese, le cooperative, le società di mutua assistenza, le associazioni, le fondazioni e le organizzazioni non governative.

Tuttavia, la Croazia può usufruire dell'assistenza comunitaria soltanto nel quadro di progetti e di programmi a dimensione regionale. Infatti, avendo acquisito lo status di paese candidato all'adesione in occasione del Consiglio europeo di Bruxelles del 17 e del 18 giugno 2004, essa beneficia ormai della strategia e degli strumenti di preadesione.

L'obiettivo del programma CARDS è la partecipazione dei paesi dell'Europa sudorientale al processo di stabilizzazione e di associazione. Il programma punta in particolare:
 

  1. alla ricostruzione,
  2. alla stabilizzazione della regione,
  3. all'aiuto per il rimpatrio dei profughi e degli sfollati,
  4. al sostegno della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti dell'uomo e delle minoranze, della società civile, dei mezzi d'informazione indipendenti e della lotta contro il crimine organizzato,
  5. allo sviluppo di un'economia di mercato sostenibile,
  6. alla lotta contro la povertà, all'eguaglianza fra i sessi, all'istruzione, alla formazione e alla protezione dell'ambiente,
  7. alla cooperazione regionale, transnazionale, internazionale e interregionale dei paesi beneficiari con gli Stati membri dell'Unione e con altri paesi della regione.

L'assistenza comunitaria è subordinata al rispetto dei principi democratici, dello Stato di diritto, delle libertà fondamentali, dei diritti dell'uomo e delle minoranze, nonché all'attuazione delle riforme democratiche, istituzionali ed economiche previste.

È stato stabilito un quadro strategico per il periodo 2002-2006 per definire gli obiettivi a lungo termine e i settori prioritari d'intervento del programma. Nell'ambito di questo quadro strategico sono elaborati programmi indicativi pluriennali per paese di durata triennale. Questi programmi propongono le riforme da realizzare, la valutazione dei progressi ottenuti e bilanci indicativi. Successivamente, sono lanciati programmi d'azione annuali, che definiscono con maggiore precisione gli obiettivi, i settori d'intervento e il bilancio, nonché i progetti concreti da finanziare.

L'assistenza comunitaria può essere concessa sotto forma di programmi d'investimento e di potenziamento istituzionale.

Possono partecipare agli appalti e alle aggiudicazioni tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri, degli Stati beneficiari e dei paesi candidati. Con l'autorizzazione preventiva della Commissione, possono partecipare anche altri paesi terzi beneficiari dei programmi TACIS e MEDA.
 
La Commissione europea è assistita nell'applicazione del presente regolamento dal Comitato CARDS, che esamina tutte le questioni relative al programma.

Per il periodo 2000-2006 il bilancio CARDS ammonta a 4,65 miliardi di euro.

Annualmente la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sui progressi compiuti nell'assistenza comunitaria ai paesi dell'Europa sudorientale.

 

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Transition Facility

 

Ai sensi dell'art.34 del Trattato di adesione dei nuovi dodici Stati membri i gemellaggi amministrativi rappresentano uno dei principali strumenti operativi nel processo di adeguamento all'acquis come anche nel rafforzamento delle capacità amministrative e giuridiche dei nuovi membri.
 
 

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