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Manuale delle reti d'impresa per giovani agricoltori

Sviluppo di strumenti e azioni per la costituzione di reti d'impresa per l'imprenditoria giovanile in agricoltura

06 febbraio 2019
 

Il contratto di rete d'impresa, strumento introdotto dal legislatore nel 2009, è stato declinato in chiave agricola solo nel 2014, con la legge n. 91 (il cosiddetto "decreto competitività"). In generale, lo strumento introduce elementi fortemente innovativi per le imprese di tutti i settori, che tramite il contratto di rete possono sperimentare diverse soluzioni di aggregazione, con differenti gradi di flessibilità e autonomia giuridica dei partecipanti rispetto alle forme tradizionali di cooperazione. La finalità consiste nel raggiungimento di obiettivi comuni d'innovazione, promozione delle produzioni, commercializzazione, e per la razionalizzazione dei costi tramite una gestione comune dei mezzi tecnici.
Attraverso la rete è possibile gestire funzioni oggi sempre più strategiche per il miglioramento della competitività, senza che l'impresa perda la propria identità e l'autonomia decisionale. 

Questi elementi sono stati compresi da una parte ancora piccola di imprese italiane, ma il numero degli operatori coinvolti è nettamente crescente, soprattutto negli ultimi anni. A fine 2017 si contano in Italia circa 4.500 reti e oltre 20.000 imprese che ne fanno parte, mentre nel 2018 i dati provvisori evidenziano che si sono aggiunte alle reti altre 11 mila imprese

A 10 anni dall'introduzione delle reti d'impresa e a 4 anni dalla loro declinazione in chiave agricola, l'agroalimentare figura tra i settori economici più rappresentati, sebbene, anche in questo caso, il numero di operatori coinvolti rispetto al potenziale risulti decisamente marginale. Alla fine del 2017 erano oltre 4.600 le imprese agroalimentari coinvolte nelle reti d'imprese. Di queste, l'85% è rappresentato da imprese agricole (silvicoltura e pesca comprese) e il 15% da imprese dell'industria alimentare e delle bevande. Rispetto al valore complessivo del settore agroalimentare, così come riportato dal Registro delle imprese, il dato costituisce solo lo 0,6% del totale. 
Con il presente studio si vuole approfondire la conoscenza delle reti di impresa, partendo da un'ampia rassegna del quadro normativo (cap. 1) per poi passare all'analisi dei dati statistici delle imprese coinvolte nelle reti registrate presso le Camere di Commercio (cap. 2). Il quadro generale viene completato da un'indagine qualitativa sul grado di conoscenza dello strumento da parte delle aziende agricole attraverso il Panel Ismea e da alcune interviste approfondite con alcuni rappresentanti delle imprese coinvolte, per raccogliere informazioni qualitative, valutazioni e problematiche da chi sta concretamente sperimentando una rete d'imprese (cap. 3). 

Il lavoro, commissionato all'Ismea dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, rappresenta una prima fase di un'attività finalizzata a promuovere la conoscenza di questo strumento legislativo principalmente nei confronti dei giovani agricoltori.