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Rapporto 2018 Ismea-Svimez sull'agricoltura del Mezzogiorno

20 dicembre 2018
 

Il 2017 è stato un altro anno difficile per l'agricoltura italiana, soprattutto per effetto delle sfavorevoli condizioni climatiche che han-no determinato perdite di produzione, in particolare nel comparto viti-vinicolo e frutticolo, e difficoltà di programmazione delle immissioni di prodotto sul mercato. In generale, l'andamento dei prezzi è stato tale da compensare la riduzione dei volumi produttivi, determinando un au-mento del valore corrente della produzione e, grazie a incrementi più contenuti dei prezzi degli input, un miglioramento della ragione di scam-bio del settore e il conseguente aumento del valore aggiunto prodotto.
In questo quadro generale, l'agricoltura del Mezzogiorno ha pre-sentato una performance migliore di quella del Centro-Nord, soprattutto grazie all'andamento nel comparto olivicolo e all'aumento delle espor-tazioni agricole. Nel 2017 le esportazioni agroalimentari italiane hanno fatto registrare un nuovo record e la bilancia agroalimentare ha con-tinuato a ridurre il saldo negativo, che si è più che dimezzato rispetto a dieci anni fa. Il contributo del Mezzogiorno a tale risultato, pur im-portante, rimane, comunque, al di sotto delle reali potenzialità. Al di là delle punte di eccellenza e di una parte di agricoltura professionale che innova e che è in grado di competere sui mercati internazionali, l'agricol-tura meridionale continua a soffrire per i problemi strutturali di sempre. Problemi la cui soluzione richiede una visione sistemica e interventi che superino l'ottica settoriale. D'altra parte, decenni di politiche comuni-tarie in campo agricolo non sembrano aver avuto impatti significativi rispetto alla naturale evoluzione del settore e tale aspetto sollecita un approfondimento sull'efficacia di tali politiche.